Con la chiusura del triennio di formazione continua 2023-2025, i medici sono chiamati a verificare la propria posizione in materia di crediti ECM e le conseguenze sulla validità delle polizze di responsabilità civile professionale, a illustrarlo un approfondimento del Sole 24 Ore.
Il termine per il raggiungimento dei 150 crediti ECM previsti per il triennio è scaduto il 31 dicembre 2025. Per controllare il rispetto dell’obbligo formativo individuale, i professionisti possono accedere alla propria area riservata sul portale Co.Ge.A.P.S., tramite identità digitale.
Nel triennio 2023-2025 ogni medico e odontoiatra deve aver maturato, in qualità di discente, almeno il 40% del proprio fabbisogno formativo triennale, che può essere inferiore ai 150 crediti in presenza di bonus o riduzioni. La quota residua del 60% può essere acquisita anche attraverso attività di docenza, tutoraggio, moderazione, responsabilità scientifica negli eventi ECM o tramite formazione individuale.
Un aspetto rilevante riguarda il collegamento tra formazione e copertura assicurativa. Dal triennio appena concluso, è necessario aver conseguito almeno il 70% dei crediti ECM, pari a circa 105 crediti, affinché le polizze di responsabilità civile professionale risultino efficaci. Il mancato raggiungimento di questa soglia comporta l’inefficacia della copertura assicurativa, trasformando l’ECM da requisito deontologico a condizione operativa per la tutela professionale.
Il mancato conseguimento dei crediti può inoltre esporre il professionista a provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine di appartenenza, inclusa la sospensione.
Per questo motivo viene raccomandata la verifica puntuale della propria posizione formativa e l’eventuale attivazione delle procedure necessarie per l’aggiornamento dei dati registrati.
